Giulia Cinarelli
artista visiva, facilitatrice sistemica,
fondatrice di LunyaLab
Un frammento di me, per un frammento con me
Osservo i passaggi, i silenzi, i dettagli.
Le sfumature dei colori, i movimenti accennati.
Sono un'artista visiva, una comunicatrice, una facilitatrice sistemica. La mia formazione è multistrato: artistica, scientifica, sistemica. Ciò che mi guida è la ricerca dell'armonia: nei gesti, nei legami, nei pensieri. Credo nel piacere come forma di resistenza e nella bellezza come necessità. La mia competenza distintiva è il design dell'esperienza e ho scelto di portare l’anima artistica anche all’interno dei percorsi di crescita personale.
Amo le installazioni immersive di Eliasson e l’arte concettuale, per questo strutturo ogni incontro come un ready-made emozionale, irripetibile.
Ma molto di ciò che porto nasce, prima di tutto, da ciò che ho vissuto.
Negli ultimi dieci anni ho attraversato cambiamenti profondi, esperienze che hanno messo alla prova il mio equilibrio e, allo stesso tempo, mi hanno restituito qualcosa di più prezioso: il senso dell'essenziale. Da questo percorso si è sviluppato un desiderio autentico: creare uno spazio in cui persone curiose, razionali o scettiche possano ritrovare il contatto con sé stesse, sentendosi accolte esattamente come sono.
Il percorso
Dal Liceo scientifico, perché i numeri e la logica mi hanno sempre appassionata, alla Laurea in Arti Visive e Discipline per lo Spettacolo, indirizzo Graphic Design. Ho imparato a progettare esperienze, non solo immagini. A costruire un'identità, a rendere accessibile un concetto complesso senza banalizzarlo.
Ho passato anni nel mondo della comunicazione visiva: agenzia pubblicitaria, visual merchandising, e-commerce, brand identity, impaginazione editoriale. Per anni ho impaginato il magazine Cioè by Panini, e lì ho capito che "Quale personaggio di Friends sei?" può essere uno strumento di auto-riconoscimento identitario immediato. La cultura POP parla a tutti perché lavora per archetipi, e gli archetipi sono universali.
Anche a livello sportivo ho sperimentato diversi approcci: fino all’adolescenza ho fatto sport di controllo: nuoto agonistico, karate, wushu. Disciplina e tecnica. A 22 anni, seguendo un movimento che veniva da dentro, ho iniziato danza del ventre. Nessuno se lo aspettava.
E ci sono voluti anni per passare dalla cintura nera alle ali di Iside, e altri dieci per capire che non erano due mondi opposti: era lo stesso percorso visto da due posizioni.
Controllo ed espressione. Forza e morbidezza. Mente e corpo.
Il contesto personale
A 31 anni, il mio mondo è cambiato drasticamente. Dopo la malattia autoimmune, il matrimonio e la maternità, è arrivata la scelta più difficile: divorziare. Per salvarmi, per salvare mio figlio, per restare integra e coerente ai miei valori.
In quel periodo ho cercato strumenti per me. Ovunque.
E ho scoperto che tutto ciò che trovavo era impraticabile: ritiri impossibili con un neonato, corsi alle 6 del mattino, approcci che mi chiedevano di essere diversa da come ero.
Il rosa come rivoluzione
Quando il mio mondo è diventato nero, ho iniziato a dipingerlo di rosa.
Prima gli accessori, poi gli abiti, infine le pareti della mia nuova casa.
Non era frivolezza. Era sopravvivenza estetica.
Il rosa è diventato il mio modo di dire che la profondità non ha un dress code,
che posso essere razionale e colorata, seria e sensuale, Sistemica & POP.
La formazione in Sistemica
Quando sono arrivata al mio primo incontro di costellazioni familiari, ero altamente scettica.
"Con me non funzionerà.", pensavo. E invece le risposte sono arrivate, una dopo l'altra, intense, reali, concrete. Era un'esperienza diretta, sensoriale, viva. Completamente diversa dall'analisi mentale psicologica a cui ero abituata.
Così è nata la domanda che, successivamente, ha portato alla creazione Lunya Lab:
"Perché nessuno sta rendendo questo accessibile anche a chi è scettico o molto razionale, a chi ha pensa di dover cambiare per essere accolto in certi ambienti?"
Da quel momento, ho completato tre anni di formazione in sistemica familiare con attestato di Operatrice Sistemico-Familiare e ora lavoro con costellazioni familiari, analisi transazionale e archetipi fiabeschi. Non sono una psicoterapeuta: sono una facilitatrice sistemica. Osservo pattern relazionali, identifico copioni ereditati, accompagno le persone nel riconoscere dinamiche che altrimenti resterebbero invisibili.
Quando ho iniziato a lavorare con le costellazioni, ho visto immediatamente che i pattern sistemici sono gli stessi delle fiabe. E se le fiabe classiche funzionano, allora anche Disney, Pixar, manga e K-drama funzionano perché sono gli archetipi collettivi del nostro tempo. La cultura POP diventa così unponte tra teoria complessa e vita quotidiana. Dall'incontro tra pratiche esperienziali e costellazioni contaminate dalla cultura POP, aggiungendo un tocco di piacere ed estetica alla concretezza, è nato Lunya Lab.
Qui facciamo laboratori ed eventi in cui esploriamo pattern relazionali, copioni familiari, dinamiche che si ripetono. Ti facilito nell'osservare ciò che prima faticavi a vedere, con strumenti concreti, in spazi curati, con materiali scelti ed esclusivi.
Perché la crescita non deve essere un altro peso da portare.
Può essere un'esperienza di piacere evolutivo.
Se vuoi tornare a te stesso, fare chiarezza e sentirti vivo in modo leggero ma profondamente concreto, sei nel posto giusto. Resta il tempo che ti serve.
P.S.: Dietro il nome
"Lunya" è il mio nickname da quando avevo 14 anni, era il nome del mio personaggio di Dungeons & Dragons: un'elfa druida neutrale buona. (Sì, ho giocato a D&D per anni. Nerd Alert!)
Quando ho fondato il LAB, non volevo un nome in sanscrito o una parola che suonasse "spirituale". Volevo qualcosa che contenesse la bambina che leggeva i fumetti, l'adolescente che lanciava dadi a 20 facce e faceva karate, la donna che ha scelto il rosa come atto di ribellione
Lunya Lab è questo: un laboratorio dove la crescita personale incontra la cultura POP, dove la sistemica si contamina con l'immaginario collettivo. Anche in D&D si costruivano personaggi, si esploravano archetipi, si affrontavano mostri.
Solo che ora lo facciamo con Hellinger invece che con i dadi.

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